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9788889971697 Biondi Denise, Vite parallele Viaggio
umano nel mondo dell'handicap, p. 136 ill. 15,00 Bross,.
Saggi&Studi n. 8 . |
Mi chiamo Denis Biondi, Denise per lesattezza,
a causa di un errore anagrafico! Sono nato e vivo a Riotorto,
un paese nella Val di Cornia, in Toscana. A Riotorto la Domenica
allora di pranzo dalle finestre delle case escono ancora
gli odori dei piatti tipici dei giorni di festa. Si riconoscono
le persone che si recano in Chiesa alla Santa Messa. Si sentono
le urla alla partita di calcio. La gente compra il quotidiano
e se lo legge al sole della panchina. Da primavera
allautunno ci sono feste e sagre. Il nostro patrono è
SantAntonio abate. Da quasi ventanni lavoro nellhandicap,
area nella quale mi sono formato come Educatore Professionale.
Mi piace la musica (suono la batteria), la radio, tutto ciò
che è eno-gastronomia e il mare. Nel tempo è sorta
in me la grande passione per la scrittura, alla quale mi sto
dedicando intensamente. Questo libro ne è un esempio. |
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Vite parallele Viaggio umano nel mondo dell'handicap, |
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Vite parallele è un esempio di come la passione
possa contribuire a cambiare la nostra mentalità verso
il mondo dell'handicap considerato sempre terra di frontiera
adatta solo a pochi e forti individui che non hanno nulla da
perdere. Denis dimostra capitolo per capitolo che la costruzione
di un nuovo mondo è possibile purché ognuno si
faccia umile e aperto verso l'altro che è solo diverso
ma non differente da noi. Siamo tutti figli dello
stesso Padre o di Madre Natura come qualcuno preferisce chiamarla,
e perciò con gli stessi sentimenti e le stesse aspettative
di vita. Grazie a operatori illuminati e aperti al confronto
e alle novità anche il mondo dell'handicap può
aspirare alla sua emancipazione e ad una vita creativa
e degna di essere vissuta .
Il parallelismo che contraddistingue la normale crescita di
una persona da unaltra meno fortunata, sta
nel fatto che entrambe devono intraprendere un cammino di adattamento
allambiente diverso
ma parallelo negli obiettivi e
nelle strategie! È questa la grande scoperta scientifica
che ho fatto nei miei ventanni anni di esperienza!
La persona meno fortunata, handicappata (per contestualizzare)
si riprogramma non sono solo le azioni ma anche le relazioni,
gli affetti, il lavoro, la rete delle persone che ha vicino,
la famiglia, gli amici, ... gli operatori, se essa è inserita
in un percorso educativo e assistenziale. Essa subisce tutta
una serie di soppressioni e di condizionamenti che inevitabilmente
la inducono a rivedere il suo adattamento a questo mondo, sviluppando
azioni e comportamenti paralleli a quelli normali quindi, come
dicevo, diversi. Ed è questa diversità che allontana
ancora di più la persona handicappata dalla cosiddetta
normalità; paradossalmente, non siamo noi normali
a compiere azioni di adeguamento ma sono loro che devono inventarsi
nuove strategie di sopravvivenza. È importante ascoltare
le famiglie, ma ascoltarle sul serio; loro e solo loro, vivono
i percorsi evolutivi di adattamento del loro familiare.
La prima nostra equipe deve essere la famiglia. Ciò
che mi interessa specificare è che spesso, troppo spesso,
la disabilità viene creata proprio da noi normali
e ciò non è un paradosso! Ma è verità.
Un buon operatore si vede proprio se è capace di elaborare
un piano educativo finalizzato a far emergere o a fornire allutente
strategie di relazione funzionali che diventano degli accettabili
compromessi tra la realtà delloperatore e quella
parallela della persona che ha in carico.
Buona lettura.
Denis Biondi.
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