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EAN 9788866153153

IL PASSO DELL'OSTRICA
Marina Lauro
pp. 54 A5 anno 2025 € 12,00

Collana Nuovi Autori n. 71
Marina Lauro
L’autrice, Marina Lauro, classe 1988, è originaria di Napoli, ma cresciuta a Milano. Lavora presso l’Ospedale policlinico di Milano nei reparti di degenza. Le sue passioni da sempre?
Camminare e leggere. Questo è il suo primo libro e puòessere definito un vero e proprio spaccato di cuore.

IL PASSO DELL'OSTRICA

"DALLA PREFAZIONE DI:

di Mimma Sternativo

Ho conosciuto Marina tra i banchi, in mezzo a tanti ragazzi, spiccava lei. Sempre presente, con gli occhi pieni di curiosità, così tanto appassionata da far invidia a tanti. E quante domande faceva. Un numero primo, in un mondo in cui, se non ti omologhi agli altri, rischi di rimanere ai margini. Una studente modello, una professionista esemplare. Ricordo che la sua passione mi ha da sempre “preoccupata” perché sapevo bene quanto le sarebbe costato stare dalla parte del giusto.
Una volta una persona, sorridendo, mi ha detto queste parole: «Stai creando dei futuri frustrati, lo sai che non potranno essere quel tipo di professionisti, che la realtà è diversa, che la relazione è tempo di cura solo sulla carta». La sanità è un mondo molto particolare in cui si sventolano tanto parole come empatia, relazione, cura della persona; ma che, in realtà, troppo spesso ti spinge al cinismo, al distacco, al “proteggiti”, altrimenti non vai bene. E sii veloce. Fai. Non essere per non disturbare.
Lo dicevo spesso in aula: «Sì, lo so, vi prenderanno per matti, ma non arrendetevi». Ecco, questo libro è ribellione. È voce. È un urlo per dire “io ci sono e voglio raccontare quanta bellezza c’è ancora nel mondo”. È incanto. È collettività. Saper essere. Saper (re)stare.
Ho letto ogni suo pezzo in anteprima. I suoi racconti mi hanno fatto compagnia nelle notti insonni a causa di una pancia diventata troppo grande o nelle giornate lente del post partum. Lettere per il futuro, aneddoti di vita quotidiana, storie che insegnano. Parole in grado di rapirti e portarti proprio lì, in quella stanza… sulla luna. Una ragazza che si è fatta donna, saltando diversi ostacoli. Che trasforma il dolore in parole e ne fa arte.
Fatevi coccolare da queste pagine, rileggetele più volte, perché sono una medicina per la mente. L’ unico effetto collaterale è il tornare a provare “amore” per l’altro.


A tutti noi è capitato di avere un periodo più buio, di avere un momento di fragilità... e in questi casi abbiamo bisogno di qualcuno che ci sostenga, che ci faccia sentire capiti e amati.
Immaginatevi se le prime cure af-fettuose avvenissero già all'interno dell'ospedale. Quel luogo si trasfor-merebbe da una stanza fredda e cupa a un luogo vivace, rigoglioso, un luogo portatore di felicità.
Ed è proprio questo l'obiettivo di Marina. Lei, come tante altre operatrici e operatori, ha uno scopo specifico: dispensare sorrisi a cui più ne ha bisogno.
Avviene così una trasformazione, quella dei pazienti, che si lasciano coccolare dalle cure e dalle belle parole del gruppo sanitario.
E proprio come viene scritto nella prefazione:
«[queste pagine] rileggetele più volte, perché sono una medicina per la mente. L’unico effetto collaterale è il tornare a provare “amore” per l’altro».

 

 

 

DALLE CREPE ENTRA SEMPRE LA LUCE
Marina Lauro

pp. 40 ill. f.to A5 anno 2024 € 6,00
EAN 9788866152897
Collana Nuovi Autori n. 64
Marina Lauro
L’autrice, Marina Lauro, classe 1988, è originaria di Napoli, ma cresciuta a Milano. Lavora presso l’Ospedale policlinico di Milano nei reparti di degenza. Le sue passioni da sempre?
Camminare e leggere. Questo è il suo primo libro e puòessere definito un vero e proprio spaccato di cuore.

 

 

 

 

 

 

 

 

DALLE CREPE ENTRA SEMPRE LA LUCE

"Davanti a questo dolore, davanti a questa sofferenza ci rendiamo conto di quanto
l'assistenza sia importante, di quanto sia importante l’accogliere, e soprattutto di quanto
questa pandemia ci abbia portato via: un po’ della nostra umanità. Perché morire così, o
lasciare che un nostro caro muoia così, è davvero straziante. Ho abbracciato forte il
paziente, gli ho detto che non era giusto, ma che il vero segreto per sconfiggere questa
guerra è guardare un passo avanti, stringere il cuore, e sapere che riconquisteremo tutto
quello che ci ha tolto. Tutto. Prendere atto di questo bisogno di comunicare e di non sentirsi
soli, un bisogno che è insito in ognuno di noi, mi ha permesso di lavorare in quei reparti
Covid con una consapevolezza diversa."

 

DALLA PREFAZIONE DI:

Lino Grossano
Avete presente quando siete nel dormiveglia, la mattina presto, e dalla tapparella ancora chiusa filtra una lama di luce? Per me Marina è così. È svegliarsi da un lungo sonno cominciando a intravedere
il mondo che si muove e si illumina, è sapere che quella luce è solo l'inizio di ciò che la giornata promette.
Comunque, svegliarsi al mattino può essere un piccolo trauma, soprattutto per le persone pigre come me. Sarebbe bello sapersi alzare pieni di energie e pronti ad affrontare tutto ciò che la vita ci offre, ma
le coperte sono calde, fuori fa sicuramente freddo, e tutta quella luce ferisce gli occhi. Anche se intravedi la luce, sei sotto le coperte e hai paura di uscire: il mondo che si vive in ospedale è così, ed è l'ambiente
in cui Marina si muove. Questo libro scosta delicatamente le coperte, e ci apre gli occhi che non sapevamo aprire da soli.
Un reparto è un mondo di frontiera. Un mondo dove le persone vengono assistite perché hanno un problema di salute, e poi dimesse. Ma è una 'bolla' separata dalla vita che c'è fuori: il tempo, nel letto d'ospedale,
rimane sospeso. Le parole assumono pesi differenti, persino gli sguardi cambiano di significato. In ospedale siamo fragili, molto fragili, sia quando siamo pazienti, sia quando siamo operatori sanitari.
E a volte siamo entrambe le cose contemporaneamente.
Persone come Marina sanno trasformare la fragilità in un punto di forza. Chi l'ha conosciuta di persona lo sa bene: a lei non basta assistere, ti accompagna. Non le basta spiegare, ti consola e ti conforta. Non le basta salutare, ti lascia un segno che poi non scordi più. Quando leggo i suoi racconti mi viene sempre in mente una famosa citazione dal Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry: "l'essenziale è invisibile
agli occhi". Scava nel profondo dell'animo umano con la leggerezza di una libellula. Vede una vita che la maggior parte di noi non vede, o perlomeno non vede con la stessa facilità. Insomma, guarda di8
rettamente nel cuore delle persone, ma sul serio, e scusate se è poco.
Dalla sua penna ho imparato che esistono davvero altri punti di vista, ma soprattutto che esiste un lato umano straordinario nelle frange più impensate della nostra quotidianità. È capace di trasformare il dolore
in colore: cambia una sola lettera, ma in mezzo c'è un arcobaleno di sfumature. Colori di cui non sapevamo nemmeno l'esistenza.
Avete una gemma preziosa tra le mani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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