La Pagina di: Renato Fucini, Enrico Lombardi

 Cento sonetti

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9788889971512 Fucini Renato, Cento sonetti in vernacolo pisano, p. 174 ill. € 20,00 Bross., Classici n. 2 2009.
 

Cento sonetti
I sonetti del Fucini con i suoi strafalcioni madornali verità solenni, scempiaggini grossolane e arguzie finissime, buffonate ignobili, feste clamorose, scene di disperazione bestemmie, oscenità, colpi di coltello e serenate amorose: sono il ritrattro del popolo; in tutte le sue ingenuità, le diffidenze, le superstizioni, le astuzie, la cocciutaggine. Fucini con sagacia meravigliosa ne ricotruisce, le sue più sfuggevoli espressioni e situazioni in casa, in piazza, in chiesa, al teatro, in tribunale, nelle tribune del parlamento. Il popolino è sorpreso a sdottorare di politica e di scienza, e a criticar leggi e istituzioni; e fatto parlare con tutti i suoi idiotismi, colle sue storpiature, col suo linguaggio sfrenato, strapazzato e potente. Sono versi stupendi presi belli e fatti sulle labbra del popolo, proverbi incastonati con una maestria ammirabile per il godimento del lettore.
 

 

 

 

 

 

9788889971178 Fucini Renato, Lombardi Enrico, Le veglie di Neri. Paesi e figure della campagna toscana­Storia di Monterotondo, p. 183 ill. € 15,00 Bross., Classici n.1 2007.

Le veglie di Neri
Pubblicare le Veglie di Neri, oggi, non vuol dire solo fare un operazione di “amarcord” ma riscoprire il Fucini sconosciuto e bistrattato, relegato agli ultimi posti nel panorama della letteratura italiana del'800 e primi novecento. Fucini merita (secondo noi) al pari di Verga un posto tra i “veristi” anche se non raggiunge l'eccelsa prosa di costoro, ma nel suo linguaggio asciutto e privo di fronzoli riesce comunque da narratore di razza a conquistarsi un posto importante nella storia della letteratura dialettale. Rileggere oggi il Fucini ci permette di capire chi era, a cosa aspirava e quale messaggio sociale-letterario ci abbia lasciato. Attraverso i suoi personaggi ci ha fatto uno specchio fedele di una società povera, classista, conservatrice falsamente liberale, asservita alla leggi del più forte, della ricchezza e del clericalismo di bassa lega che nulla aveva da spartire con il vangelo, e con il suo messaggio, rivolto alla liberazione; mai conosciuta, da quei poveri che animano le pagine delle Veglie. Non manca in questi racconti la superstizione e l'ignoranza come in “Perla” e nell' ”Orologio a cucù”. È anche una denuncia; oggi sempre attuale, contro la violenza alle donne, come nel caso di “Fiorella” che rappresenta anche la tragedia degli orfani, delle adozioni scriteriate che portano a un sorta di schiavismo

 

 

 

 
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