Arte
Classici
Cataloghi e mostre
Diari e Biografie 
Fantasy 
Glottologia
Giochi esistemi 
Infanzia
I Libri del mare
Lingue del mondo
Maremmana
Nuovi autori Romanzi
Opere dello Spirito
Pensieri in libertà
Poesia
Saggi & studi Saggistica
Storia Bib. del '900
Storia Bib. di Storia
Storia Mazziniana
Teatro
Tesi di laurea
Viaggi memorie

 E-book

  Documenti editoria: file allegati ai libri in rete.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Le librerie dove potete trovarci

Torna al Catalogo Generale
 

 

9788889971321

Brusini Niccolò, Di qua e di là dal mondo, p. 258 € 20,00 Bross. Nuovi autori n. 7 2008.

 

  a richiesta è disponibile la versione in e-bok pdf Ordine E-book € 10,00

ASPETTO SERENO.... O QUASI...

Era Venerdì sera e, per la prima volta dopo molti anni, ero da solo. Stavo girando per la mia città, così, senza una meta, senza sapere dove stessi andando. La mano mi faceva molto male: le nocche erano un po' sbucciate ma sangue non ne usciva.
Quanti pensieri mi passavano per la testa, quante scuse cercavo per allontanare da me la verità. Stava piovendo e le mie lacrime si mescolavano a quell'acqua che me le rendeva un pochino più dolci. Da quanto tempo non piangevo? Saranno stati due anni; no, le ultime lacrime mi erano scese circa un anno e mezzo prima, quando andai al funerale di Matteo...
Quante cose erano successe da allora. Quella fu anche l'ultima volta che vedemmo Riccardo, era venuto per il funerale del nostro amico e da allora non lo avevamo più visto. Alcuni di noi erano andati l'estate dopo a trovarlo ma io avevo deciso di passare l'estate a casa: dovevo risparmiare un po' per il “grande salto”: andare ad abitare da solo.
Avevamo trovato una casina molto carina. Un appartamento in un condominio. Era formato da quattro stanze, un ingresso e la cucina. Già, io, Dario e Jacopo eravamo gli abitanti fissi della casa ma più che un appartamento era un campo nomade; dato che si era trasformato in breve tempo in rifugio per disadattati, i nostri Amici.
Il fatto di abitare da soli ci aiutava molto ad essere più responsabili ma contemporaneamente, specie i primi tempi, cercavamo di vivere questa nuova realtà al massimo, dormendo solo lo stretto necessario e, a volte, dimenticandoci di fare anche questo.
Non riuscivo a capire il perché, il motivo per cui, per la seconda volta, Vittorio era entrato nella mia vita sentimentale senza il minimo ritegno e senza la benché minima remora. Già, stavo da qualche mese con Manila, una ragazza bellissima; ultimamente le cose erano andate un po' scemando, da parte sua, ma ancora nulla era drasticamente finito finché Vittorio non vide bene di romperle le palle. Certo lui era sempre innamorato di Gina, bellissima scusa per non crearsi rapporti stabili, ma per la seconda volta mi aveva reso becco. Non solo, ciò che più mi dava noia era che continuava a chiedermi come stavo, dei miei rapporti con lei, mi dava consigli su come riconquistarla...
Insomma il classico esempio del becco e bastonato. In fin dei conti poi ero becco al quadrato: reso cornuto dalla donna e dal miglior amico contemporaneamente. Bel record ma non per questo motivo il dolore si dimezzava.
Arrivai a casa verso le quattro del mattino, quella casa non era mai stata così ospitale. Emanava calore, mi dava forza e sicurezza, era un qualche cosa che avevo conquistato io, da solo, con le mie forze e poi... Vittorio non se la poteva fare. Detti un bacino alla porta per dimostrarle il mio affetto e la richiusi delicatamente alle mie spalle.
Mi levai di dosso i vestiti e li gettai a terra creando un rumore come di polmone di mucca sul tavolo di marmo. Anche i boxer erano bagnati, così, tutto nudo, mi accesi una sigaretta, lo stereo a basso volume mi faceva compagnia e mi lasciai scivolare sul divano. Sorrisi un po' tra me quindi mi addormentai.
Dario tornò poco dopo ed immancabilmente mi svegliò. Era in condizioni disastrate, aveva passato la notte a vomitare e vari ricordi della cena gli si erano aggrappati alle scarpe.
Di solito non beveva molto, tra noi era quello, forse, più pacato ma le volte che decideva di rovinarsi ci riusciva molto bene. Il motivo della sua ultima ubriacatura si poteva collegare facilmente ed immediatamente ad una donna.
La nostra situazione sentimentale non era delle migliori. A parte la mia che era la più tranquilla forse perché ormai inesistente, c'era Jacopo: stava ormai da parecchi mesi con una ragazza australiana, carina, simpatica, anche bellina ma... australiana. Era dolcemente innamorato, sessualmente preso, mentalmente cullato dall'amore, praticamente un lobotomizzato. Era felice, cosa si può fare contro l'amore? Cosa si vuole fare contro l'Amore? Nulla. Provavo soddisfazione a vederlo così, mi ha sempre reso felice vedere una persona innamorata e se questa persona è un mio grande amico, la mia contentezza raddoppia. ...continua nel libro

 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 ALTRI LIBRI dell'Autore
 

CONSIGLIATI SULLO STESSO ARGOMENTO